Allergie primaverili, alcuni consigli per sconfiggerle 

allergie primaverili

Chiunque prova un’intima gioia quando, alle soglie di aprile, giunge la primavera e il mondo comincia a risvegliarsi in tutto il suo splendore naturale di luci, colori e profumi. Ma c’è anche chi maledice quest’avvento, perché, oltre agli aspetti positivi che ci allietano, la primavera porta con sé anche una problematica con cui molti si ritrovano a fare i conti: le allergie.

Se non vuoi che queste risposte immunitarie esagerate e fastidiose ti rovinino i mesi più godibili dell’anno, segui i consigli di Farmacia Bacchini: le allergie primaverili non saranno più un incubo! 

Quanto durano le allergie primaverili 

I principali responsabili dei sintomi allergici sono i pollini, che nella stagione primaverile, a causa della fioritura delle piante che li rilasciano, pullulano in grande quantità nell’aria, andando a provocare nei soggetti predisposti la cosiddetta allergia, ovvero una risposta inappropriata dei meccanismi di difesa dell’organismo a sostanze generalmente inoffensive e normalmente presenti nell’ambiente, gli allergeni. 

Le reazioni allergiche generate dai pollini possono essere davvero intense e debilitanti, per questo chi ne soffre ha sempre un occhio puntato verso il calendario, nella speranza che i giorni di supplizio terminino il prima possibile. Ma quanto dura esattamente il periodo delle allergie? Stabilirlo, in questi tempi di cambiamenti climatici, non è così facile: del resto, sulla concentrazione dei pollini nell’aria incidono numerosi fattori legati direttamente al clima, quali la temperatura dell’aria e del terreno, l’irradiazione solare e l’umidità relativa, e alcuni studi sostengono che il riscaldamento globale stia progressivamente allungando il periodo delle allergie (notoriamente va da marzo a giugno). Il consiglio, per chi ne soffre, rimane comunque lo stesso: consultare il calendario pollinico delle piante responsabili dell’allergia e la rete italiana di monitoraggio atmosferico dei pollini di AAITO (Associazione allergologi e immunologi territoriali ed ospedalieri), che fornisce bollettini aggiornati sui pollini presenti nelle specifiche aree di interesse. In questo modo è possibile gestire la propria esposizione agli allergeni, tenendo presente che il mese più a rischio, quello in cui gran parte delle piante sono in pollinazione, resta sempre aprile. 

Quali test fare per capire se sei allergico 

Altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla di allergie è quello della consapevolezza: quante persone, durante la primavera, patiscono dei sintomi che possono essere rubricati come allergici, ma non mettono in atto nessuna strategia preventiva o curativa perché non sanno di essere positivi a determinati pollini?

L’unico modo per scoprire se si è davvero allergici a questi, ma anche ad altri potenziali allergeni, è sottoporsi a specifici test. I più conosciuti sono i prick test, che rilevano la reazione allergica mediante piccole iniezioni sulla superficie cutanea: i minuscoli aghi utilizzati sono intrisi di quantità minime dell’allergene da testare e, se la pelle reagisce producendo chiazze rosse e calde, significa che il paziente è molto probabilmente positivo a quell’allergene. Altre tipologie di test sono i patch test, che consistono nell’applicazione sulla pelle di cerotti contenenti estratti allergizzanti, e i rast test, che permettono di ricercare nel sangue precisi anticorpi. 

Sintomi e rimedi per le allergie primaverili 

I pollini entrano in contatto con le mucose di naso, occhi e gola, causando nei soggetti sensibili irritazioni e gonfiori. Non a caso i sintomi più comuni delle allergie primaverili sono prurito, ostruzione nasale, starnuti, lacrimazione eccessiva, tosse e difficoltà respiratorie, i quali possono variare d’intensità: è possibile andare da semplici fastidi a condizione critiche più persistenti, che possono produrre anche asma allergica.

Dunque è importante sapere come combattere l’insorgere di questa sintomatologia, perché prevenire, sottoponendosi ai test allergici e consultando il calendario e il “meteo” dei pollini, è certamente utile, ma non basta per passare indenni il lungo periodo primaverile: serve agire anche sul piano farmacologico. Ecco le principali soluzioni:

  1. Antistaminici. Assumibili in diverse forme (gocce, compresse, colliri, spray nasali), intervengono sull’istamina (molecola rilasciata dal sistema immunitario in risposta all’allergene), la quale si riversa sui recettori che producono i vari sintomi allergici: gli antistaminici, in questo modo, riducono le secrezioni di muco, la lacrimazione, i pruriti e il numero di starnuti;
  2. Decongestionanti. Offrono un rapido sollievo, anche se temporaneo, alla congestione nasale e all’arrossamento oculare. Le molecole decongestionanti stimolano un restringimento dei vasi sanguigni riducendo così i fastidiosi sintomi allergici.

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