Proteine nelle urine: cosa significa e quando fare attenzione

Normalmente, i livelli di proteine concentrati nelle urine sono molto bassi, perché, tra le principali funzioni dei reni, c’è quella di non lasciar passare le molecole utili all’organismo, quali, per l’appunto, le proteine. Se però queste compaiono in maniera troppo massiccia al loro interno, ecco accendersi un campanello d’allarme: potrebbe trattarsi di proteinuria, un potenziale disturbo assolutamente da non sottovalutare.

Cos’è la proteinuria e quali sono le cause più comuni?

La proteinuria, come già accennato, è la condizione medica che evidenzia un’escrezione proteica a livello renale superiore al limite di sicurezza, il quale si attesta a circa 200 mg di proteine espulse attraverso l’urina. Solo oltre a questa soglia, si parla di proteinuria, condizione che potrebbe essere sintomo di diverse problematiche, in particolare ai reni.

Le cause dietro a questo eccessivo rilascio di proteine possono essere molteplici. Non tutte però devono preoccupare:

  • Cause fisiologiche. Contaminazione da sangue (mestruazioni), esercizio fisico intenso, stress emozionali severi, febbre e gravidanza aumentano il livello proteico delle urine, ma non c’è da temere: in questi casi è normale che la concentrazione di proteine sia maggiore.
  • Diabete. Sia quello di tipo I che quello tipo II, sono tra le prime cause di proteinuria, in quanto entrambi compromettono la funzionalità renale.
  • Malattie di vario genere. Oltre al diabete, si possono annoverare altre patologie che, seppur più raramente, determinano una crescita del tasso proteico delle urine: glomerulonefriti, anemia falciforme, malattie autoimmuni (lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide), infezioni renali, insufficienza cardiaca.
  • Assunzione prolungata di farmaci. Alcuni medicinali, se assunti con regolarità, hanno l’effetto collaterale di provocare proteinuria.

Come viene rilevata la presenza anomala di proteine?

Ci sono principalmente due segnali visivi da tenere presenti quando si parla di proteinuria: la schiumosità delle urine e la presenza di edemi intorno a palpebre, volto, caviglie e gambe. Entrambi possono comparire nella circostanza in cui i reni non stiano lavorando bene, lasciando passare un’eccessiva quantità di proteine nelle urine.

Tuttavia, se si vogliono avere certezze assolute, non ci si può affidare solo all’occhio, ma bisogna eseguire appositi esami delle urine. Il dipstick urinario, ovvero la comune raccolta delle urine che tutti abbiamo svolto almeno una volta nella vita, è lo screening di base, da cui può emergere il primo sospetto concreto di proteinuria. Dopodiché è opportuno procedere con l’esame delle urine nell’arco delle 24 ore, l’unico in grado di confermare l’effettiva presenza di questa condizione medica.

I diversi tipi di proteinuria e le possibili soluzioni

La proteinuria si distingue in base ai livelli di proteine che vengono rilevati nelle urine:

  • Microalbuminuria (30-150 mg, indica il riscontro di un quantitativo modesto, ma clinicamente significativo, di albumina nelle urine).
  • Proteinuria lieve (150-500 mg).
  • Proteinuria moderata (500-1000 mg).
  • Proteinuria grave (1000-3000 mg).
  • Proteinuria nel range della sindrome nefrotica (> 3500 mg).

Per quanto riguarda le possibili soluzioni a questa problematica, è decisiva l’individuazione della sua patologia o condizione scatenante: il trattamento della proteinuria, del resto, è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare, le cause che hanno portato all’aumento della concentrazione di proteine nell’urina.

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