Affinché una cura vada a buon fine, non basta soltanto ingerire il farmaco prescritto, ma bisogna assumerlo in maniera corretta. Le modalità di assunzione dei farmaci possono infatti fare la differenza tra la guarigione e la malattia. I principi attivi contenuti al loro interno, del resto, entrano in azione solo a determinate condizioni, che rischiano di essere annullate da un’assunzione approssimativa o scorretta.
La corretta procedura è sempre descritta sui fogli illustrativi dei vari medicinali, ma è bene ricordare le buone pratiche, sempre valevoli, che dovrebbero regolare il loro consumo in modo che approdino all’effetto desiderato. Eccole illustrate da Farmacia Bacchini.
Quando e come assumere i farmaci: attenzione alle bevande
La maggior parte delle terapie è basata sull’assunzione per via orale del medicinale, la cui somministrazione è favorita dalla contemporanea assunzione di liquidi, in genere acqua. Una gestualità comune, nota a tutti, che viene eseguita quasi senza pensarci. Tuttavia, dietro a questa, si nasconde molto di più. L’acqua infatti non è solo un ausilio per favorire la deglutizione, ma è fondamentale affinché il nostro organismo abbia vita facile nell’assorbimento della medicina. Pertanto non ne bastano quantità stringate, serve almeno un bicchiere da circa 150/200 ml per determinare la solubilizzazione e il trasferimento del farmaco a livello gastrointestinale.
Oltre che dall’aspetto quantitativo, un altro fattore da cui può conseguire un fallimento terapeutico è il tipo di liquido utilizzato per assumere i medicinali. L’acqua è ovviamente la soluzione più indicata ed efficace, perché altre bevande, come i succhi di frutta, il latte e gli alcolici, risultano invasivi per il farmaco, facendo precipitare alcuni dei suoi principi essenziali per giungere a guarigione. Perciò un liquido neutro e nelle giuste quantità: questa è la regola aurea per accompagnare l’assunzione di medicinali.
L’importanza di una corretta postura
A influire sull’efficace assunzione di un farmaco c’è anche la postura che si mantiene durante la stessa. L’avreste mai detto? Sembra un aspetto di poco conto, invece influisce in maniera piuttosto rilevante sull’esito della terapia.
Restare in posizione eretta, o quantomeno seduti in verticale, è l’ideale, perché, in questo modo, il trasferimento della medicina dalla bocca allo stomaco è lineare e tempestivo: il passaggio all’esofago avviene in circa 2-3 minuti e, nel giro di una decina, il farmaco ha raggiunto il luogo deputato all’assorbimento, ovvero lo stomaco. Da sdraiati, al contrario, questo percorso si fa più tortuoso e rallentato, rischiando di compromettere il successo totale della terapia. Oltre che essere una postura d’assunzione decisamente più scomoda e meno intuitiva.
Gli errori più comuni da evitare
In aggiunta a quelli già enunciati (non usare abbastanza acqua, ingerire farmaci con bevande inappropriate, assumere medicinali in posizione non corretta), ci sono altri errori in cui spesso incorriamo quando assumiamo farmaci e che andrebbero evitati:
- Non seguire le indicazioni relative al cibo. Quando viene indicato che un farmaco va assunto dopo un pasto, non s’intende uno spuntino leggero, ma un pasto vero e proprio: l’assorbimento di questi medicinali viene infatti testato sulla base calorica di una colazione continentale;
- Assumere integratori in una finestra temporale vicina a quella dei farmaci. Gli integratori possono interferire sul processo di assorbimento di un farmaco, pertanto vanno presi ad orari totalmente differenti;
- Masticare le pillole. La saliva ha un Ph diverso rispetto a quello dei liquidi gastrointestinali, fondamentali per attivare determinati farmaci. Per questo masticarli ne altera l’efficacia.